Visualizzazione post con etichetta Simple. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Simple. Mostra tutti i post

lunedì 17 dicembre 2012

Di idioti, conigli e parolacce...

Questo post ha un collegamento ideale con quello precedente che parlava de Il Bibliotecario.
La storia di questo progetto è stata travagliata e lunga, e anche in questa circostanza ero stato coinvolto da Mariachiara Bettazzi. Forte dell'accoglienza molto positiva avuta con la copertina di Oh, boy!, e ricco delle felicitazioni e della dedica affettuosa avuta su una copia del volume stampato da parte dell'autrice stessa, ero ben contento di intraprendere questa nuova avventura.
Ammetto che in questo caso però, oberato da altre mille scadenze, mi ero accontentato di farmi raccontare velocemente il plot, e non lessi il libro che una volta stampato. Le prime prove infatti testimoniano un approccio superficiale, non sapevo neanche quanto fosse importante la presenza di un coniglio... Sarà stato questo a complicare ideazione e progetto? Sarò stato limitato nel percorso dal fatto che non si sapeva esattamente quale sarebbe stato il titolo di questa storia? Sarà forse che non sempre si è in grado di colmare la distanza tra il desiderio di fare la cosa giusta e le aspettative proprie e altrui?

La storia è più o meno questa…
Simple, ha 23 anni anagrafici e soltanto 3 cerebrali. Ha un fratello, Kléber, che vorrebbe difenderlo dal mondo, ma soprattutto dall'istituto a cui era stato destinato dal padre. Quando i due fratelli trovano una sistemazione in un appartamento di giovani universitari, Simple, sempre accompagnato dal suo coniglio di peluche, il Signor Migliotiglio, diventa il catalizzatore di tutti i sentimenti che muovono i suoi coinquilini.

Qui di seguito ci sono quasi tutte le fasi di lavorazione, escluse quelle in cui tra le altre strade mi era stato chiesto di progettare questa copertina col titolo "Parolacce" (!)
La copertina finale venne poi realizzata da Rocío Isabel González.


Le prime proposte con il titolo Idiota!

Altre proposte con i titoli:
Io sono idiota! e Idiota!    

Altre proposte con i titoli:
Io sono idiota! e Idiota! con umanoidi-conigli stilizzati

Le mie proposte col titolo: Mio fratello Simple


La versione realizzata da Rocío Isabel González


giovedì 16 agosto 2012

Il bibliotecario

Questo è un altro progetto che ho curato per Giunti grazie a Gianluca.
Larry Beinhart è un apprezzato romanziere, saggista e sceneggiatore americano, autore tra l'altro di American Hero (1993), bestseller da cui è stato tratto il film Wag the Dog (Sesso e potere), di Barry Levinson con Dustin Hoffman e Al Pacino. È tra le voci più ascoltate come coscienza critica dell'informazione americana, interessato da sempre a indagare la realtà e la manipolazione dei media e l'influenza che la politica ha sui mezzi di informazione di massa. Scrive per il Los Angeles Times, International Herald Tribune, New York Times, Esquire. Collabora poi con singoli uomini politici in veste di consulente per la comunicazione.

Edizione pubblicata per Giunti Editore

Quando si cominciò a ragionare sul progetto (dopo che mi fu fornita una prima sinossi e le prime pagine tradotte) vi furono molti incontri. Erano necessari, perché bisognava capire quali fossero le aspettative del commerciale e comprendere che, uno dei possibili obiettivi era quello di ambire a un risultato coerente, in vista della collocazione di questo libro in una ipotetica collana, dato che questo volume era una delle prime uscite della costituenda area di narrativa che Gianluca stava edificando. 
La realizzazione della copertina ondeggiò tra varie soluzioni, anche perché in corso d'opera non era ancora certo se si sarebbe letteralmente tradotto il titolo della versione originale, o se si sarebbe deciso per un titolo diverso; Il bibliotecario veniva ritenuto non particolarmente accattivante e come prima opzione alternativa fu battezzato Le 7 maledizioni.



Le prime prove per Le sette maledizioni



Le prime prove per Il Bibliotecario

Ora bisognerebbe aprire un capitolo a parte, chiamato: "come si progetta una copertina a prescindere dal titolo". Io credo che il titolo sia assolutamente imprescindibile, purtroppo capita però di progettare copertine che hanno titoli di lavorazione provvisori. Un titolo è molte cose. È una chiave, un indizio, un mondo suggerito da una frase… non basta a mio avviso lasciarsi ispirare solo dagli altri fattori che contribuiscono a creare lo scenario della copertina. La ciambella a volte riesce ugualmente col buco. Ma un titolo ti mostra dove stiamo per entrare, è la porta d'accesso ed è, per me, essenziale.

Ne riparlerò quando racconterò della mancata riuscita di Simple, la seconda copertina che avrei dovuto (e fortemente voluto) realizzare per Marie-Aude Murail.



Altre edizioni del libro pubblicate nel mondo